Trasforma la merda in concime.

Stamattina la nostra ‘capa’ ha fatto su di me un commento, (a sproposito, perché di me sa solo quello che ritengo opportuno la gente sappia)che mi ha intristito parecchio,non tanto perché,mi ha dato conferma su ciò che la gente pensa di me e mi ha in questo modo dato la certezza che a tutti basta la facciata; ma soprattutto perché questo mi ha fatto sprofondare nella buca in cui mi dimeno ultimamente. La mia vita. Cosi ho preso una decisione.

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C’è troppo silenzio in questa casa.

Non è vero che tutto ha un senso,e nemmeno un verso. Dipende dalle orbite in cui entri. Le azioni degli altri possono deviare anche il tuo percorso. È tutto deciso a cazzo dal caos. Come essere in un’enorme tagada’. Se sei bravo a tenere stretta la sponda o a stare in equilibrio,forse ti salvi. In fondo siamo così in tanti. Quando mi guardo attorno e osservo la vita degli altri,in quell’attimo stesso in cui incrocia la mia,anche solo di sfuggita al centro commerciale o per strada,o sul posto di lavoro,perdo l’equilibrio al pensiero del numero infinito di vite.Nessuna essenziale alla sopravvivenza delle altre. Siamo tutti soli

One day

Un giorno uguale all’altro,quello che cambia in fondo è solo l’orario d’entrata e uscita. E i rompicoglioni che si susseguono,che poi sono sempre gli stessi, che ritornano a più riprese , li riconosci senza nemmeno vederli dalle abitudini,dalle valige,dai pigiami. E io che divento sempre più intollerante. Mai visto così tanti maleducati messi insieme come da quando lavoro in questo posto da ricchi. Certa gente poi crede che la sequenza delle camere corrisponda alla sequenza di lavoro,e si stupiscono se ti trovano alla fine del turno nella loro che sta all’inizio del corridoio. Piccole menti chiuse.

Mentre riordino penso sempre alla gabbia da criceto in cui mi sono andata a chiudere anno dopo anno. E manca il respiro.